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Il curatorio critica il progetto di demolizione degli insediamenti altoatesini di Bregenz.
29.11.2023

Im Bild die Südtiroler Siedlung von Bregenz, in der Mitte der Südtiroler Platz mit Arkaden für die Durchfahrt der Autos Richtung Rheinstrasse. Links oberhalb das Planugnsgebiet. Im Hintergrund der Bodensee
Negli anni dell'opzione, più di 75.000 sudtirolesi hanno scelto di lasciare la loro patria italiana per trasferirsi in Austria. Questa improvvisa e numerosa immigrazione ha portato problemi infrastrutturali in Austria, con migliaia di famiglie che hanno necessitato di alloggi non disponibili. In breve tempo sono state costruite gli "insediamenti altoatesini" in Tirolo, Vorarlberg, Carinzia, Salisburgo, Alta Austria e Stiria. Uno di questi insediamenti culturalmente e storicamente importanti, che ha ormai 80 anni, si trova a Bregenz e rischia di essere demolito per far posto a nuove abitazioni. Il Curatorium per i Beni Culturali Tecnici critica la demolizione, suggerendo di prendere esempio dalla recente ristrutturazione dell’insediamento per gli optanti a Bludenz. Un gruppo di pianificatori, esperti energetici e ricercatori edilizi sta sperimentando nuove soluzioni, sostenuto dalle politiche statali, dalle società edilizie e dagli uffici dei beni culturali. Il progetto si concentra sulla ristrutturazione delle facciate, sulle soluzioni energetiche efficienti e sull'espansione degli spazi inutilizzati, con l'obiettivo di preservare il patrimonio edilizio esistente. Wittfrida Mitterer, autrice del libro "Südtiroler Siedlungen - Condominium in mind", si è impegnata a documentare storicamente i quartieri sudtirolesi. La direttrice del Curatorium per i beni culturali tecnici afferma che non bisogna idealizzare tutto ciò che è nuovo né deprecare tutto ciò che è vecchio, promuovendo solo l'innovazione. Soluzioni come il geotermico, i sistemi di riscaldamento esterno, l'energia solare e fotovoltaica sono molto considerate ormai nell'ambito della riqualificazione edilizia. Mitterer suggerisce anche lo sviluppo di nuove visioni per la convivenza. Si spera che le società edilizie garantiscano alloggi accessibili, preservando il patrimonio esistente.